VorreiBloggareCome

Vorrei Bloggare come Rudy Bandiera!

Non si offenderà certamente Simone Cristicchi (che stimo e apprezzo) se in questo articolo mi voglio ispirare ad un suo successo: Vorrei cantare come Biagio Antonacci.
Una simpatica canzone in cui il cantautore parlava di quanto volesse essere come il collega, avere la fama del collega e riempire i palasport come lui…

Cercavo uno spunto per scrivere un pezzo e proprio in quel momento passa quella canzone di Cristicchi nelle mie cuffie. Non trovavo uno spunto degno di nota, così, in preda allo sconforto mi son detto: Vorrei bloggare come Rudy Bandiera!

Rudy Bandiera è uno dei personaggi che più sta facendo parlare di sé nella bloggosfera (Bloggersfera, insomma…ci siamo capiti) italica negli ultimi mesi. E’ un maestro digitale che sa come mettere le parole su un foglio e passare da esso alla pancia delle persone che leggono i suoi pezzi.
Un genio per molti aspetti, perché chi riesce a rendere la ricerca di una vettura un evento social c’è poco da dire, è un genio ed alzi la mano chi non ha pensato all’hashtag “#UnLavoroPer” seguito dal proprio nome nel tentativo di trovare così un lavoro e staccarsi dal DivanOne di casa, perché ragazzi, quel culo lo dobbiamo staccare dal divano mentale sul quale ci siamo seduti.

Quale blogger non vorrebbe essere come Rudy Bandiera?
Io sono un blogger dal background informatico, “una piccola lenticchia” come si definiva Cristicchi nella canzone. Fortunatamente quello che scrivo piace “al mio pubblico di nicchia” che ( malauguratamente oserei dire) passa di li.
Ed io? Vivo quest’avventura come un innamorato che vive la giornata con la sua anima gemella, consapevole del peso che comporta fare le cose bene, con criterio e in Rudy Bandiera, in quello che scrive, vedo l’innamoramento di chi ci mette passione come anche tante altre persone nel panorama italiano.
Si, noi abbiamo gente preparata nel settore, gente come Giorgio Taverniti e il suo staff, gente come Riccardo Esposito, Riccardo Scandellari, Giuliano Ambrosio e potrei andare avanti a dirvene.
Vedetela come una leccata di culo, vedetela un po’ come vi pare, ma chiunque voglia iniziare a stare online seriamente dovrebbe passare prima per i blog/siti/progetti di questi giovanotti e prendere appunti.

…per poi chiedersi che cosa sia per noi il blogging.

Può essere tutto e può essere niente, è quella maniera di vivere le cose di chi da bambino vede tutto in poco, come quando da piccoli bastava un pallone per sentirsi in campo, con le luci a San Siro che ti mettono al centro degli sguardi di un pubblico che urla il tuo nome…
…e invece ti ritrovi a giocare in un vicolo stretto della tua città e le urla che senti sono del signore a cui fracassi le palle tirando pallonate sbilenche sul portone di casa.
Ecco cos’è secondo me il blogging: è ciò che TU vuoi che sia.

Scrivere è un lavoro

Scrivere non è un gioco, non se ti poni un obiettivo: quello di arrivare agli altri e di farti conoscere, di essere stato utile per qualcuno quando crei una guida, di aver dato uno spunto per riflettere, di lavorare, si, perché scrivere è anche un lavoro ma vai a spiegarlo che si può lavorare col computer a chi pensa che tu faccia parte di una società di fannulloni.
Scrivere, così come fare grafica o video (etc etc.) per alcuni è studio,tempo, impegno e non ci si può immaginare quanto dietro a delle semplici parole messe in fila,ad un logo, ad una ripresa ci sia chi ha studiato per ottenere un certo risultato.

Perciò se volete iniziare a fare blogging e personal branding seriamente prendete esempio dai progetti di Rudy e Skande, curate i contenuti e imparate a gestire tutto ciò che ruota attorno con i post di Riccardo Esposito e di Giorgio Taverniti e sperimentate, create il vostro stile, curate il vostro brand design (qualcuno ha detto Giuliano Ambrosio???).

Vi lascio i link a questi giovanotti, followateli, accerchiateli, aggiungete i loro i siti ai vostri lettori di feed (vi consiglio di usare Feedly).

Rudy Bandiera: Rudybandiera.com
Riccardo Scandellari: Skande.it
Riccardo Esposito: MySocialWeb
Giorgio Taverniti: Giorgiotave.it
Giuliano Ambrosio: JuliusDesign.net

“Ma quanto tempo e ancora, io dovrò darci dentro,
Ma quanto tempo e ancora mi viene da star male perché
Purtroppo io non sono Rudy Bandiera…”

Già, io non sono Rudy Bandiera, mi chiamo Stefano Cogoni e questa è la mia visione del blogging…

Spero che il buon Rudy apprezzi questo pezzo e che tutte le persone tirate in causa (Cristicchi,Antonacci,Giorgio Taverniti, Riccardo Esposito,Riccardo Scandellari,Giuliano Ambrosio) non se la prendano a male per essere capitati nella mente del povero malato che sarei io…
Almeno non querelatemi XD

Conclusione

Secondo voi cos’è il blogging?
E’ semplice divertimento o un vero lavoro con i suoi pro e i suoi contro?
Ditelo con un commento.

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  • Grazie della citazione Stefano! Bel pezzo.

    • Ciao @JuliusDesign:disqus, scusa il ritardo per la risposta ma il lavoro è stato impegnativo ultimamente. Grazie a te per la passione che ci metti e per tutto ciò che “regali” all’utenza. Sei stato uno dei primi progetti che ho seguito quando ho iniziato a pensare che il web potesse essere più che un posto dove reperire informazioni. Grazie ancora! 😉

  • Monica Sech

    È una passione che si espande in mille dimensioni diverse e mai si ferma.
    È più di un lavoro. Direi un lavoro di fino artigianato.
    Bella visione mi hai trasmesso.
    Grazie

    • Grazie a te Monica e scusa la risposta in ritardo! XD In questo pezzo ho semplicemente scritto quello che penso del mondo del Blogging. Siamo ricchi di persone che si dedicano giorno e notte al loro lavoro sul web/nel web e che spesso e volentieri preparano del materiale e lo divulgano gratuitamente per “trasmettere” la loro visione e la loro esperienza. Mi sembra giusto ricordarlo e ringraziarli, oltre che consigliare a tutti di iniziare da loro.

      Sai, molte volte sembra che davanti al PC si possa solo giocare, o stare sui Social a vedere video e scrivere, in realtà c’è tutto un mondo intorno pieno di tantissime figure professionali che non hanno nemmeno la giusta paga perchè la loro categoria semplicemente non esiste, ma che ci danno dentro di brutto.

      Grazie per il tuo commento!